sabato 14 aprile 2012

STATO DI GUERRA PERSISTENTE

Mi chiedo se è quanto potrò andare avanti così.
Ormai ogni giorno trascorso in reparto è fonte di nervosismo, discussioni se non litigi con coloro che ,avendo posizioni chiave in azienda, dovrebbero fornirmi gli strumenti e l'aiuto organizzativo per fare in modo che logistica e magazzino finalmente funzionino.
E invece si continuano a fare riunioni inconcludenti che partoriscono soluzioni inutili (se non assurde) che, invece di risolvere i problemi, li peggiorano.
Io ormai mi sono fatto un'idea personale del perché ci si trovi ora a questo punto.
Come ho già fatto notare a chi di dovere, gran parte dei problemi del reparto in cui lavoro gli ereditiamo dalla mancanza di capacità organizzativa dei responsabili di produzione che (ma guarda un pò) sono proprio quelli che puntano il dito sul magazzino. E' che ,mentre i loro errori rimangono a esclusiva conoscenza della loro ristretta cerchia, ogni nostra più piccola mancanza viene (da loro) enfatizzata.
Quindi ho deciso di non fargliene più passare una, mettendoli di fronte alle loro mancanze, ottenendo così (oltre l'inimicizia di personaggi dei quali d'altronde ho ben poco rispetto) una loro maggior attenzione nel formulare accuse di negligenza gratuite.
Spero di ottenere qualche risultato...

sabato 3 settembre 2011

NULLA CAMBIA....E NEMMENO SI TRASFORMA

Qualcuno si ricorda del post che ipotizzava grandi cambiamenti societari ?
Non se ne farà nulla...tanto per cambiare.
I motivi indicati dall'azienda sono alquanto fumosi, il mio sospetto è che in un'azienda a conduzione familiare (o quasi) l'ipotesi di ristrutturazione preoccupa non poco la proprietà, dato che tale ristrutturazione riguardava soprattutto i quadri dirigenziali e gli uffici (posti in prevalenza occupati da appunto familiari della proprietà).
Vabbè pazienza, la mia speranza di miglioramenti nella gestione societaria verrà disattesa.
In compenso, prima delle ferie, è stata ventilata l'ipotesi di un drastico cambiamento nella gestione del reparto magazzino/logistico (di cui io sono il 50% della forza lavoro, essendo in due per una ditta di un centinaio di persone!), con esternalizzazione di parte del lavoro.
Cosa di cui io sarei felicissimo (dato che ora ho l'onere di fare il magazziniere/mulettista/autista), ma che per ora non ne vedo segni tangibili.
Importante sarà valutare nel merito come verrà attuato il progetto.
Chi vivrà vedrà!

lunedì 14 marzo 2011

LOTTE INTESTINE

Ero sorpreso, fino a qualche giorno fa, che nessuno dei capireparto avesse ancora cominciato a sgomitare per difendere il proprio traballante posto al sole, viste le novità in arrivo.
Da chi è arrivata la prima mossa? Niente popò di meno che dal capo officina stesso, che ha badato bene a rimproverare aggressivamente (per una sciocchezza ovviamente) colui che sta sostituendo per forze di causa maggiore un suo protetto!
E tutto ciò in presenza dell'altro capo officina (ebbene si, ne abbiamo due!!) e del direttore che si sono limitati ad annuire ad ogni sua invettiva nei confronti del malcapitato!
La cosa mi ha infastidito non poco e quindi, malgrado non ne fossi coinvolto direttamente, sono andato a rendere noto al capofficina nr.2 che avevo trovato discutibile il loro comportamento.
E allora, udite udite,questi mi ha dato ragione su tutto!
Surreale..

sabato 29 gennaio 2011

LE COSE CAMBIANO (???)

Grosse, anzi, grossissime novità.
Pare che una grossa società abbia intenzione di acquisire il ramo d'azienda per cui lavoro.
Già di per sé questa sarebbe una novità importante, anche se ancora da realizzarsi.
Ma la novità sta nel fatto che gli acquirenti hanno richiesto un taglio netto degli stipendi delle figure che nell'organigramma occupano posizioni elevate (dai caporeparto in su, tanto per capirci).
In verità pare che l'ormai ex-proprietà tenti di spalmare anche sugli stipendi più bassi i tagli (in misura minore) per salvare le apparenze, ma i sindacati daranno battaglia.
Molti operai sperano che ai tagli di stipendio dei caporeparto segua anche il ridimensionamento dei loro poteri, dato che li considerano tra le principali cause della disastrosa situazione aziendale.
Sicuramente gli acquirenti vorranno mettere in molte posizioni chiave dei loro fidati.
La cosa più paradossale è che, mentre i sindacati sono ancora all'oscuro delle informazioni riguardanti gli acquirenti, in ditta già circolano notizie più che confermate!
Purtroppo per un po di mesi la cassa andrà avanti con le stesse modalità attuali (ben poca rotazione quindi)
Vedremo il futuro cosa ci riserverà.

giovedì 23 dicembre 2010

VACANZE

Stanno per iniziare le vacanze di Natale/Fine anno, con qualche sussulto lavorativo e qualche incognita per l'anno nuovo.
Sono a casa dall'inizio di questa settimana a causa di un infortunio (distorsione) avvenuto venerdì scorso, scivolando su una lastra di ghiaccio nel cortile della ditta.
Mentre venivo prontamente aiutato a salire sulla macchina che mi avrebbe portato a casa, mi si informava che l'azienda avrebbe gradito il fatto che io dicessi di essermi infortunato al di fuori dell'orario lavorativo.
E così ho fatto, forse sbagliando forse no, vedremo..
Vedendo che probabilmente non sarei guarito in pochi giorni, mi è stato chiesto di anticipare le ferie di inizio anno a Natale (periodo in cui avrei dovuto lavorare), di modo che la possibile seconda settimana di malattia risulterà in verità di ferie.Ovviamente di tutto ciò non è rimasta molto contenta mia moglie che, ovviamente, aveva preso le ferie in coincidenza con le mie, a gennaio, periodo in cui lavorerò.
Il punto è che mi domandano il perché prendo queste decisioni che sono a vantaggio dell'azienda e a mio discapito.
La risposta è semplice, perché hanno il coltello dalla parte del manico.Inoltre per gennaio si prospettano dei cambiamenti strutturali, in azienda, e questo mi spinge a essere ancor più 'prudente'.
Mi rendo conto che tutto questo è emblematico, rispecchia ciò che sta succedendo al mondo lavorativo in Italia e ai rapporti di forza tra lavoro dipendente e industriali.
Vedremo se questo ulteriore scendere a compromessi ripagherà oppure se, per l'ennesima volta, dovrò pentirmene.

sabato 4 dicembre 2010

TUTTO BENE...

Sembra che il lavoro stia ricominciando ingranare, da noi.
Ho ricominciato a vedere volti che non vedevo da molto tempo, finalmente richiamati da periodi di cassa lunghissimi, e ne sono felicissimo.
Non riesco però a scrollarmi addosso due stati d'animo che mi opprimono.
Uno riguarda tutte quelle persone che non sono ancora rientrate dal lavoro e che,essendo in situazioni particolarmente svantaggiose (tipo età avanzata o problemi personali con chi decide se devono permanere in cassa o no), vedono sempre più lontana la possibilità di rientrare.
In Italia ce ne sono a migliaia, e in ditta da noi una decina.
L'altro è che esiste sempre una spada di Damocle sulla nostra testa e che non devo illudermi troppo riguardo questa 'ripresa'.
Sono sempre più convinto che dopo questa crisi il mondo del lavoro non sarà più quello che conoscevamo negli anni passati (sia nel male che nel bene, ma perlopiù nel male) e che un certo senso di insicurezza, prima mai provato dalla maggior parte della gente, ci seguirà indietro di qualche passo ma senza mai abbandonarci..

mercoledì 24 novembre 2010

DALLE STELLE ALLE STALLE (E VICEVERSA)

Ma come è possibile che il proprio lavoro dipenda dagli umori del tuo caporeparto, umori completamente indipendenti da motivazioni strettamente lavorative?
Eppure, nel mio caso va proprio così.
Capita così che ricevi osservazioni riguardo a procedure riguardo le quali, fino al giorno prima, nessuno aveva mai avuto da ridire e, malgrado siano cose di poco conto, vengano ingigantite senza misura.
Di solito, dato che questi rimproveri tendono a arrivare come un fulmine a ciel sereno, mi ritrovo talmente sorpreso che tendo ad abbozzare qualche risposta incerta e poco convincente, malgrado la ragione sia dalla mia parte.
Ma quest'ultima volta è andata diversamente, ho avuto la prontezza di spirito di ribattere colpo su colpo facendo valere le mie ragioni, dimostrandole senza possibilità di replica.
Questa 'ribellione' mi è costata una mattinata di risposte stizzite da parte del mio 'antagonista' per poi constatare un nuovo cambio di rotta con un repentino ritorno allo stato semi-tranquillo del pre-discussione.
Quello che mi chiedo è: ma è così difficile riuscire a mettere il maggior impegno possibile per lavorare serenamente, per creare un ambiente lavorativo a misura d'uomo?
A quanto pare si...