martedì 15 dicembre 2009

Fulmine a ciel sereno!
Ieri sera l'azienda mi telefona per chiedermi di presentarmi.
Un momento di rivalorizzazione della mio passato contributo alla ditta?
Un riconoscimento dei miei sacrifici, delle mie corse e rincorse sul posto di lavoro?
Ebbene nulla di tutto questo.
Sostituzione di pochi giorni di un altro dipendente in malattia.
Vabbè...accontentiamoci.
Il fatto è che, da quanto ho saputo, il mio diretto responsabile si è rifiutato di chiamarmi passando la palla al responsabile del personale perché "dopo che lo abbiamo lasciato a casa per mesi senza spiegazione, questo ci manda a cag...re!"
Assurdo infatti l'esordio della telefonata "ciao Gene, scusa se ti rompiamo le balle.....".
Ma come! Non puoi dire così a uno che è a casa da mesi!.....a meno che non ti senti un po in colpa..
Pazienza, mi è stato detto che, per correttezza, da Gennaio ricominceranno a farmi lavorare.
Chi vivrà vedrà...

PS. La giornata lavorativa mi è volata...potere dell'astinenza!

lunedì 14 dicembre 2009

Eccomi ancora qua.
L'assenza è dovuta ad un attimo di smarrimento, mi sono detto -che senso ha fare un blog se nessuno (a parte il fedelissimo GG) lo legge ?-
La risposta è stata -per me stesso!-
Mi sarà molto utile in futuro rileggere come ho passato questi momenti se non difficili, almeno direi un po complicati.
Quindi vado avanti per me, e anche per GG che, avendo la 'fortuna' di lavorare (seppur saltuariamente), mi tiene informato sull'andazzo in ditta.
Ovviamente ogni volta che mi chiama per informarmi inizia con al frase "non ci crederai...." oppure "sai questa volta cosa è successo?.....".
Data la situazione ,rispetto alla ditta, nella quale mi trovo lui è il mio unico contatto con l'azienda e questo è l'unico filo che mi tiene unito ad essa, nient'altro.
Certo è una cosa triste, parlando di un posto di lavoro e di persone che hai frequentato per anni, ma io sono dell'idea che l'attaccamento ad un posto o a delle persone non è determinato dalla QUANTITA' ma dalla QUALITA' del rapporto.
Per non parlare poi del fatto che ogni informazione che mi giunge rafforza l'allontanamento (per non parlare di disprezzo) che provo nei confronti di quell'ambiente.
Tant'è che sono combattuto tra la speranza di essere richiamato (soprattutto per motivi economici) e la consapevolezza della mia repulsione neltornare in un posto di lavoro che ormai non apprezzo più, in tutti i sensi.
Per ora mi occuperò di passare il periodo natalizio con amici, parenti e, ovviamente, la mia dolce metà, poi si vedrà!