Stanno per iniziare le vacanze di Natale/Fine anno, con qualche sussulto lavorativo e qualche incognita per l'anno nuovo.
Sono a casa dall'inizio di questa settimana a causa di un infortunio (distorsione) avvenuto venerdì scorso, scivolando su una lastra di ghiaccio nel cortile della ditta.
Mentre venivo prontamente aiutato a salire sulla macchina che mi avrebbe portato a casa, mi si informava che l'azienda avrebbe gradito il fatto che io dicessi di essermi infortunato al di fuori dell'orario lavorativo.
E così ho fatto, forse sbagliando forse no, vedremo..
Vedendo che probabilmente non sarei guarito in pochi giorni, mi è stato chiesto di anticipare le ferie di inizio anno a Natale (periodo in cui avrei dovuto lavorare), di modo che la possibile seconda settimana di malattia risulterà in verità di ferie.Ovviamente di tutto ciò non è rimasta molto contenta mia moglie che, ovviamente, aveva preso le ferie in coincidenza con le mie, a gennaio, periodo in cui lavorerò.
Il punto è che mi domandano il perché prendo queste decisioni che sono a vantaggio dell'azienda e a mio discapito.
La risposta è semplice, perché hanno il coltello dalla parte del manico.Inoltre per gennaio si prospettano dei cambiamenti strutturali, in azienda, e questo mi spinge a essere ancor più 'prudente'.
Mi rendo conto che tutto questo è emblematico, rispecchia ciò che sta succedendo al mondo lavorativo in Italia e ai rapporti di forza tra lavoro dipendente e industriali.
Vedremo se questo ulteriore scendere a compromessi ripagherà oppure se, per l'ennesima volta, dovrò pentirmene.
giovedì 23 dicembre 2010
sabato 4 dicembre 2010
TUTTO BENE...
Sembra che il lavoro stia ricominciando ingranare, da noi.
Ho ricominciato a vedere volti che non vedevo da molto tempo, finalmente richiamati da periodi di cassa lunghissimi, e ne sono felicissimo.
Non riesco però a scrollarmi addosso due stati d'animo che mi opprimono.
Uno riguarda tutte quelle persone che non sono ancora rientrate dal lavoro e che,essendo in situazioni particolarmente svantaggiose (tipo età avanzata o problemi personali con chi decide se devono permanere in cassa o no), vedono sempre più lontana la possibilità di rientrare.
In Italia ce ne sono a migliaia, e in ditta da noi una decina.
L'altro è che esiste sempre una spada di Damocle sulla nostra testa e che non devo illudermi troppo riguardo questa 'ripresa'.
Sono sempre più convinto che dopo questa crisi il mondo del lavoro non sarà più quello che conoscevamo negli anni passati (sia nel male che nel bene, ma perlopiù nel male) e che un certo senso di insicurezza, prima mai provato dalla maggior parte della gente, ci seguirà indietro di qualche passo ma senza mai abbandonarci..
Ho ricominciato a vedere volti che non vedevo da molto tempo, finalmente richiamati da periodi di cassa lunghissimi, e ne sono felicissimo.
Non riesco però a scrollarmi addosso due stati d'animo che mi opprimono.
Uno riguarda tutte quelle persone che non sono ancora rientrate dal lavoro e che,essendo in situazioni particolarmente svantaggiose (tipo età avanzata o problemi personali con chi decide se devono permanere in cassa o no), vedono sempre più lontana la possibilità di rientrare.
In Italia ce ne sono a migliaia, e in ditta da noi una decina.
L'altro è che esiste sempre una spada di Damocle sulla nostra testa e che non devo illudermi troppo riguardo questa 'ripresa'.
Sono sempre più convinto che dopo questa crisi il mondo del lavoro non sarà più quello che conoscevamo negli anni passati (sia nel male che nel bene, ma perlopiù nel male) e che un certo senso di insicurezza, prima mai provato dalla maggior parte della gente, ci seguirà indietro di qualche passo ma senza mai abbandonarci..
mercoledì 24 novembre 2010
DALLE STELLE ALLE STALLE (E VICEVERSA)
Ma come è possibile che il proprio lavoro dipenda dagli umori del tuo caporeparto, umori completamente indipendenti da motivazioni strettamente lavorative?
Eppure, nel mio caso va proprio così.
Capita così che ricevi osservazioni riguardo a procedure riguardo le quali, fino al giorno prima, nessuno aveva mai avuto da ridire e, malgrado siano cose di poco conto, vengano ingigantite senza misura.
Di solito, dato che questi rimproveri tendono a arrivare come un fulmine a ciel sereno, mi ritrovo talmente sorpreso che tendo ad abbozzare qualche risposta incerta e poco convincente, malgrado la ragione sia dalla mia parte.
Ma quest'ultima volta è andata diversamente, ho avuto la prontezza di spirito di ribattere colpo su colpo facendo valere le mie ragioni, dimostrandole senza possibilità di replica.
Questa 'ribellione' mi è costata una mattinata di risposte stizzite da parte del mio 'antagonista' per poi constatare un nuovo cambio di rotta con un repentino ritorno allo stato semi-tranquillo del pre-discussione.
Quello che mi chiedo è: ma è così difficile riuscire a mettere il maggior impegno possibile per lavorare serenamente, per creare un ambiente lavorativo a misura d'uomo?
A quanto pare si...
Eppure, nel mio caso va proprio così.
Capita così che ricevi osservazioni riguardo a procedure riguardo le quali, fino al giorno prima, nessuno aveva mai avuto da ridire e, malgrado siano cose di poco conto, vengano ingigantite senza misura.
Di solito, dato che questi rimproveri tendono a arrivare come un fulmine a ciel sereno, mi ritrovo talmente sorpreso che tendo ad abbozzare qualche risposta incerta e poco convincente, malgrado la ragione sia dalla mia parte.
Ma quest'ultima volta è andata diversamente, ho avuto la prontezza di spirito di ribattere colpo su colpo facendo valere le mie ragioni, dimostrandole senza possibilità di replica.
Questa 'ribellione' mi è costata una mattinata di risposte stizzite da parte del mio 'antagonista' per poi constatare un nuovo cambio di rotta con un repentino ritorno allo stato semi-tranquillo del pre-discussione.
Quello che mi chiedo è: ma è così difficile riuscire a mettere il maggior impegno possibile per lavorare serenamente, per creare un ambiente lavorativo a misura d'uomo?
A quanto pare si...
venerdì 19 novembre 2010
STRANEZZE
Non so se vi è mai capitato di rendervi conto che certe persone sembra che ne sappiano più di te riguardo a determinati argomenti, anche se sarebbe più logico pensare il contrario.
Ultimamente sto lavorando molto (non tanto in termini di orari quanto di frenesia), non c'è giorno in cui mi trovi nella condizione di poter dire 'bè adesso mi prendo un attimo di pausa'.
Allora mi convinco che forse le cose stanno migliorando, forse il lavoro sta veramente tornando a ingranare.
Poi vado a consegnare della merce ad un fornitore storico che, subito dopo essersi informato sull'andamento della ditta in cui lavoro, insinua che lui la vede male (per noi), e ,nel momento in cui gli chiedo da dove gli arrivi questa informazione, fa retromarcia e afferma che è un'idea che si e fatto lui ma che nessuno gli ha detto nulla.
Stessa identica cosa mi succede un paio di giorni dopo con l'autista di un trasportatore che lavora spesso con noi.
Mi sono quindi chiesto se le uscite di queste due persone non siano altro che tentativi interessati per venire a conoscenza dell'andamento dell'azienda in cui lavoro, per mezzo di affermazioni prive di fondamento.
Se così fosse, giudico disgustoso il fatto che ci sia gente che non si curi dello stato di preoccupazione in cui si trovano le persone direttamente interessate, e che anzi approfittino della situazione per il banale scopo di venire a conoscenza di determinate informazioni.
L'altra alternativa è che le informazioni già le abbiano e che cerchino solo un'ulteriore conferma.
In ambedue i casi le giudico in una sola maniera.....povera gente.
Ultimamente sto lavorando molto (non tanto in termini di orari quanto di frenesia), non c'è giorno in cui mi trovi nella condizione di poter dire 'bè adesso mi prendo un attimo di pausa'.
Allora mi convinco che forse le cose stanno migliorando, forse il lavoro sta veramente tornando a ingranare.
Poi vado a consegnare della merce ad un fornitore storico che, subito dopo essersi informato sull'andamento della ditta in cui lavoro, insinua che lui la vede male (per noi), e ,nel momento in cui gli chiedo da dove gli arrivi questa informazione, fa retromarcia e afferma che è un'idea che si e fatto lui ma che nessuno gli ha detto nulla.
Stessa identica cosa mi succede un paio di giorni dopo con l'autista di un trasportatore che lavora spesso con noi.
Mi sono quindi chiesto se le uscite di queste due persone non siano altro che tentativi interessati per venire a conoscenza dell'andamento dell'azienda in cui lavoro, per mezzo di affermazioni prive di fondamento.
Se così fosse, giudico disgustoso il fatto che ci sia gente che non si curi dello stato di preoccupazione in cui si trovano le persone direttamente interessate, e che anzi approfittino della situazione per il banale scopo di venire a conoscenza di determinate informazioni.
L'altra alternativa è che le informazioni già le abbiano e che cerchino solo un'ulteriore conferma.
In ambedue i casi le giudico in una sola maniera.....povera gente.
domenica 19 settembre 2010
UN NUOVO INIZIO
Ho deciso di riprendere a postare nel mio blog.
Mi ero lasciato prendere dallo sconforto per la pressoché inesistenza di partecipazione di altre persone, ma pazienza, proverò ancora per un po di tempo, poi si vedrà...
Oggi è domenica e sto decidendo riguardo agli argomenti da affrontare durante la settimana.
Proprio così, il 'problema' è che da un po di mesi non sono più in cassa.
E' incredibile come si abbandoni così velocemente la situazione in cui ci si è trovati fino a poco tempo prima per riaffrontare la vita che si è sempre fatto.
Quindi ho deciso che, pur sempre mantenendo lo stesso nome del blog, comincerò a parlare di ciò che avviene in azienda, però sempre con il filo conduttore della precarietà del posto di lavoro che, a quanto pare, anche da noi persiste.
Quindi alla prossima!
Mi ero lasciato prendere dallo sconforto per la pressoché inesistenza di partecipazione di altre persone, ma pazienza, proverò ancora per un po di tempo, poi si vedrà...
Oggi è domenica e sto decidendo riguardo agli argomenti da affrontare durante la settimana.
Proprio così, il 'problema' è che da un po di mesi non sono più in cassa.
E' incredibile come si abbandoni così velocemente la situazione in cui ci si è trovati fino a poco tempo prima per riaffrontare la vita che si è sempre fatto.
Quindi ho deciso che, pur sempre mantenendo lo stesso nome del blog, comincerò a parlare di ciò che avviene in azienda, però sempre con il filo conduttore della precarietà del posto di lavoro che, a quanto pare, anche da noi persiste.
Quindi alla prossima!
giovedì 7 gennaio 2010
ANNO NUOVO
E' cominciato.
L'anno 2010 di cui i media hanno tanto parlato.
-l'anno della ripresa- dicono alcuni -l'anno più duro- dicono altri.
A me tutte queste parole non interessano.
Tanto ormai su gran parte dei mezzi di comunicazione fanno bella mostra di se i pareri di personaggi (più o meno titolati) riguardo il futuro che la loro personale sfera di cristallo rivela.
E' la nuova generazione di apprendisti stregoni, incuranti delle speranze o dello sconforto che generano nella povera gente, coinvolta direttamente in quell'enorme gioco di società che è la finanza e il mercato del lavoro.
Ma io penso che il vero scopo sia quello di sommergere con una valanga di parole il pensiero critico delle persone.
E ci stanno riuscendo benissimo!
Il risultato è, ad esempio, che i dipendenti non si pongono la semplice domanda sul perché i governi ritengano giusto che SEMPRE nei momenti di crisi siano loro a dover 'tirare la cinghia', al solo fine di poter assicurare i fatturati stellari delle aziende (e dei relativi responsabili/manager/direttori/capofficina ecc ecc).
Accade così che oggi al supermercato incontro un collega del reparto che è stato più penalizzato dalla mancanza di rotazione a favore dei pochi nuovi (se non nuovissimi) assunti, devoti all'altrettanto recente capo officina.
Mi dice -bè, bisogna però rendere merito all'azienda di averci rinnovato la cassa di un altro anno e di non averci messo in mobilità!-
????
Per questo dico che il sistema di potere è riuscito nel suo intento.
Quello di convincere la forza lavoro di dover RINGRAZIARE gli industriali di aver dimezzato gli stipendi dopo essere stati la causa principale (con la loro arretratezza e ingordigia) del fallimento del nostro sistema economico!
Non c'è che dire, il nostro pensiero critico va a mille!
L'anno 2010 di cui i media hanno tanto parlato.
-l'anno della ripresa- dicono alcuni -l'anno più duro- dicono altri.
A me tutte queste parole non interessano.
Tanto ormai su gran parte dei mezzi di comunicazione fanno bella mostra di se i pareri di personaggi (più o meno titolati) riguardo il futuro che la loro personale sfera di cristallo rivela.
E' la nuova generazione di apprendisti stregoni, incuranti delle speranze o dello sconforto che generano nella povera gente, coinvolta direttamente in quell'enorme gioco di società che è la finanza e il mercato del lavoro.
Ma io penso che il vero scopo sia quello di sommergere con una valanga di parole il pensiero critico delle persone.
E ci stanno riuscendo benissimo!
Il risultato è, ad esempio, che i dipendenti non si pongono la semplice domanda sul perché i governi ritengano giusto che SEMPRE nei momenti di crisi siano loro a dover 'tirare la cinghia', al solo fine di poter assicurare i fatturati stellari delle aziende (e dei relativi responsabili/manager/direttori/capofficina ecc ecc).
Accade così che oggi al supermercato incontro un collega del reparto che è stato più penalizzato dalla mancanza di rotazione a favore dei pochi nuovi (se non nuovissimi) assunti, devoti all'altrettanto recente capo officina.
Mi dice -bè, bisogna però rendere merito all'azienda di averci rinnovato la cassa di un altro anno e di non averci messo in mobilità!-
????
Per questo dico che il sistema di potere è riuscito nel suo intento.
Quello di convincere la forza lavoro di dover RINGRAZIARE gli industriali di aver dimezzato gli stipendi dopo essere stati la causa principale (con la loro arretratezza e ingordigia) del fallimento del nostro sistema economico!
Non c'è che dire, il nostro pensiero critico va a mille!
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